Le scale sono quelle strutture che ci permettono di raggiungere i diversi piani di un edificio; il loro progetto, quindi, riveste una particolare importanza.
è necessario considerare diversi fattori:
- dislivello da colmare
- vocazione dell’edificio
- tipologia di utenza
Per cominciare, è bene ricordare la regola della pedata e dell’alzata. La somma della dimensione della pedata (p) più il doppio di quella dell’alzata (a) deve essere un valore compreso tra 62 e 64 cm.
p + 2a = 62 – 64 cm (formula di Blondel)
Negli edifici residenziali, si è soliti utilizzare una pedata da 30 cm; ne consegue che l’alzata sarà compresa tra 16 e 17 cm.
Per calcolare il numero di gradini necessari, bisogna definire il dislivello da colmare e dividerlo per l’altezza teorica dell’alzata; il risultato andrà ovviamente approssimato ad un numero intero, tale per cui resti sempre 16cm<a<17cm.
Gli altri elementi (numero gradini per ciascuna rampa, larghezza e tipologia rampe, …) dipendono dalla tipologia di edificio che si sta progettando.
Per le scale interne agli appartamenti, o comunque comprese entro edifici monofamiliari, è buona cosa affidarsi al buon senso: le scale devono essere adatte alla tipologia di utenza e devono permettere l’agevole passaggio delle persone e degli eventuali arredi.
Per le scale delle palazzine e degli edifici fino a 32 m di altezza, se la scala viene utilizzata come via di esodo in caso di incendio, è necessario il rispetto di alcune norme:
- gradini di forma rettangolare
- rampe rettilinee
- rampe con un minimo di 3 e un massimo di 15 gradini
- pianerottoli tra le rampe
- larghezza minima 1,05 m (ideale 1,2 m)
- parapetto ad altezza di 1 m
Per ulteriori dettagli, si rimanda al DM 16 maggio 1987.