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La città industriale

Il modo di concepire l’architettura e la città viene messo profondamente in crisi a partire da un periodo compreso tra il 1750 e il 1850: è nel corso di questi anni che gli effetti della rivoluzione industriale introducono elementi di rottura rispetto al mondo precedente.

La città industriale è una città nuova non solo per la presenza delle fabbriche, ma soprattutto per un nuovo modo di vivere l’ambiente, per un mutato concetto di “casa” e per la nascita di nuove classi sociali, che divengono le protagoniste di questa rivoluzione.

città industriale
polo industriale a New Lark
città industriale
villaggio operaio a Crespi d’Adda
abitazioni operaie a Mulhouse, 1860

Il diffondersi di nuovi materiali, soprattutto il vetro e il ferro, permette di superare il tradizionale modo di concepire le strutture; laddove l’aspetto e l’apparato statico coincidono, si ha il trionfo della nuova generazione di ingegneri progettisti, che si formano nelle nuove scuole politecniche.

torre eiffel
Torre Eiffel, 1889
ponte in ferro
Ponte di Sunderland, 1796
crystal palace
Crystal Palace, 1851

Breve storia delle costruzioni in acciaio

Le città esistenti vengono profondamente trasformate e si assiste a un tentativo di regolamentazione degli ampliamenti che costituisce le basi dell’urbanistica moderna. Situazioni esemplari sono quelle di Parigi e Barcellona, che meritano sicuramente un approfondimento particolare.

 

 

Sommario della lezione

Introduzione: un’epoca di rinnovamento

L’architettura industriale

I villaggi operai

Le saline di Chaux

Il tema della casa

La casa operaia

La casa borghese

Il divorzio tra architettura e ingegneria

Il Crystal Palace

La Torre Eiffel

I ponti in ferro

La critica alla città industriale e l’utopia

La forma della città borghese

Parigi

Barcellona

07 La città industriale

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