Il modo di concepire l’architettura e la città viene messo profondamente in crisi a partire da un periodo compreso tra il 1750 e il 1850: è nel corso di questi anni che gli effetti della rivoluzione industriale introducono elementi di rottura rispetto al mondo precedente.
La città industriale è una città nuova non solo per la presenza delle fabbriche, ma soprattutto per un nuovo modo di vivere l’ambiente, per un mutato concetto di “casa” e per la nascita di nuove classi sociali, che divengono le protagoniste di questa rivoluzione.



Il diffondersi di nuovi materiali, soprattutto il vetro e il ferro, permette di superare il tradizionale modo di concepire le strutture; laddove l’aspetto e l’apparato statico coincidono, si ha il trionfo della nuova generazione di ingegneri progettisti, che si formano nelle nuove scuole politecniche.



Breve storia delle costruzioni in acciaio
Le città esistenti vengono profondamente trasformate e si assiste a un tentativo di regolamentazione degli ampliamenti che costituisce le basi dell’urbanistica moderna. Situazioni esemplari sono quelle di Parigi e Barcellona, che meritano sicuramente un approfondimento particolare.
Sommario della lezione
Introduzione: un’epoca di rinnovamento
L’architettura industriale
I villaggi operai
Le saline di Chaux
Il tema della casa
La casa operaia
La casa borghese
Il divorzio tra architettura e ingegneria
Il Crystal Palace
La Torre Eiffel
I ponti in ferro
La critica alla città industriale e l’utopia
La forma della città borghese
Parigi
Barcellona